Il Paese e dintorni

Serramanna è un importante centro situato nel cuore della fertile pianura del Campidano, nella provincia del Sud Sardegna. Posizionato a circa 32 km a nord-ovest di Cagliari, il paese sorge in una zona pianeggiante alla confluenza tra il fiume Flumini Mannu e il torrente Leni. È storicamente un nodo nevralgico per l’economia agricola e agroindustriale della regione.

Il centro abitato vanta origini antichissime, con tracce umane risalenti al Neolitico e all’epoca nuragica. Nel corso dei secoli ha vissuto la dominazione romana, bizantina e aragonese.

Oggi il paese si distingue per alcune caratteristiche uniche:

  • Le case in “làdiri”: Il centro storico conserva splendidi esempi di campidanesi tradizionali costruite in làdiri, ovvero mattoni crudi di argilla, fango e paglia. Questo materiale bio-edile storico è oggetto di recenti progetti di riscoperta e restauro.
  • La Chiesa di San Leonardo: Edificata nel XVI secolo, è il simbolo del paese. Spicca per il suo caratteristico e raro campanile a sezione ottagonale.
  • I Monumenti storici: Tra le strutture spiccano il settecentesco Montegranatico (antico monte frumentario anch’esso in ladiri) e il suggestivo Menhir di Perda Fitta, un antico blocco di granito alto quasi un metro e mezzo che raffigura la Dea Madre.

Nel territorio comunale di Serramanna si concentrano importanti testimonianze storiche, che spaziano dall’archeologia prenuragica e nuragica fino all’architettura sacra e civile di epoca medievale, rinascimentale e moderna.

Agricoltura e allevamento di Serramanna

Serramanna è uno dei motori agroeconomici della Sardegna, grazie alle risorse idriche e alla fertilità della pianura del Campidano.

L’agricoltura locale è altamente specializzata e orientata all’orticoltura intensiva. Il re indiscusso dei campi serramannesi è il carciofo (nelle varietà Spinoso Sardo, Violetto e Tema), esportato nei mercati nazionali. Altrettanto fondamentale è la coltivazione del pomodoro da industria, pilastro storico sostenuto dallo stabilimento Casar srl, unica grande industria conserviera dell’isola attiva in loco dal 1962. Trovano ampio spazio anche le colture di cereali, legumi, meloni e i vigneti, favoriti da moderne reti di irrigazione.

L’allevamento gioca un ruolo cruciale e integrato con la terra. Domina il settore ovino e caprino per la produzione di latte destinato ai rinomati formaggi pecorini sardi. Negli ultimi decenni sono cresciuti anche gli allevamenti intensivi di bovini da carne e da latte, oltre a quelli suinicoli e avicoli. Molte aziende agricole locali dedicano una parte significativa dei terreni alla produzione di foraggio ed erba medica, garantendo l’autosufficienza alimentare del bestiame. Questo perfetto connubio tra coltivazione e zootecnia rende Serramanna un modello d’eccellenza per l’intera filiera agroalimentare sarda

Siti Archeologici e Resti Preistorici

Il territorio extraurbano conserva le tracce delle più antiche frequentazioni umane della pianura campidanese:

  • Menhir di Perda Fitta (o Sa Sennoredda): Situato in un agrumeto in località Turriga, è un eccezionale monolite in granito rosa risalente al Neolitico Recente (Cultura di Ozieri, 3300-2480 a.C.). Alto 1,45 metri, presenta sembianze antropomorfe riconducibili al culto della Dea Madre. Sulla superficie sono scavate 10 coppelle in rilievo negativo che simulano le mammelle (simbolo di fertilità) e due incavi sul vertice che rappresentano gli occhi.
  • Sito di Cuccuru Ambudu: Località collinare posta a ovest del centro abitato, nota per i ritrovamenti di epoca prenuragica, tra cui un secondo menhir sbozzato alto 1,65 metri e caratterizzato anch’esso da coppelle rituali.
  • Sito e Nuraghe di Santa Maria: Un’area archeologica emersa durante gli scavi presso l’omonima chiesetta rurale. Ha messo in luce i resti del complesso nuragico e reperti che testimoniano la successiva frequentazione fenicio-punica e romana del sito, confermando l’importanza commerciale della zona.