Dalla preistoria alla modernità passando per l’architettura tradizionale
Serramanna custodisce un ricco patrimonio storico e culturale, plasmato dalla sua posizione strategica nella pianura del Campidano.
Le sue origini affondano nella preistoria, come testimoniano i menhir neolitici e i resti nuragici.
In epoca medievale il borgo appartenne al Giudicato di Cagliari, passando poi sotto il controllo pisano e aragonese. La svolta politica avvenne nel 1617, quando il re di Spagna Filippo III istituì la Contea di Serramanna, affidandola alla famiglia Brondo, il cui legame feudale segnò lo sviluppo economico del territorio per secoli.
La cultura locale si esprime fortemente nell’architettura tradizionale in là diri (mattoni di terra cruda), visibile nelle storiche case campidanesi e nel settecentesco Montegranatico.
Di grande rilievo è anche la tradizione sacra: la Chiesa di Sant’Angelo ospita una preziosa collezione di arte e argenti religiosi.
L’evento identitario più sentito è la festa di Santa Maria, dal 6 al 10 settembre, che unisce fede e folklore con solenni processioni in costume sardo e canti in lingua campidanese. Questa memoria storica viene preservata attivamente da associazioni culturali come Su Stentu, che mantengono vive le tradizioni e il teatro dialettale.







